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Cerimoniale e protocollo della Santa Sede

 

Cerimoniale e protocollo della Santa Sede

CERIMONIALE E PROTOCOLLO DELLA SANTA SEDE-STORIA E CONSUETUDINI


Al fine di comprendere il ruolo e la missione del Cerimoniale e del Protocollo della Santa Sede, risulta opportuno descriverne l’evoluzione storico-culturale in chiave interpretativa.


Il cerimoniale è stato recentemente oggetto di rivisitazione dal Concilio Vaticano II, con un forte contributo apportato da Papa Paolo VI con il suo Motu Proprio del 1968.


In passato, esisteva una congregazione per il cerimoniale composta da un gruppo di cardinali e maestri di cerimonia apostolica. Attualmente, le competenze della congregazione per il cerimoniale sono state assunte quasi interamente dalla Prefettura della casa Pontificia.


L’epoca di cambiamenti radicali a cui si stava assistendo negli anni ‘60 (nuove tecnologie, multiculturalismo, mass media) portano il Santo Padre Paolo VI a voler rivedere alcune consuetudini del Cerimoniale. Il grande lavoro di riforma apportato dal Papa era orientato a salvaguardare il contenuto essenziale del cerimoniale, eliminando tutto ciò che vi era di superfluo e non adatto al mutevole spirito dei tempi.


Sul tema delle consuetudini protocollari vi è spesso poca chiarezza e grande suscettibilità.
Costantino Porfirio Genito scrisse il “De Cerimonis Aulae Palatinae”, un famoso testo in cui riportava le consuetudini del Cerimoniale Imperiale e dal quale molto è stato ripreso per strutturare il cerimoniale contemporaneo.


Nel motivare il suo lavoro Porfirio Genito si soffermava sull’importanza del quale strumento per suscitare maestosa ammirazione verso il potere imperiale. Secondo alcune teorie, l'Impero Bizantino sarebbe infatti sopravvissuto 500 anni in più proprio grazie alla cultura ed al fascino del suo cerimoniale.


Lo sviluppo del cerimoniale e del protocollo sono strettamente legati alla storia dal papato. Le sue evoluzioni e cambiamenti si sono cristallizzati tra il XIV e il XV secolo.


Agostino Patrizi Bonomi è autore di un testo del 1400 diviso in tre volumi sul Cerimoniale della Curia Romana, utilizzato come prototipo per le cerimonie con Sovrani e Capi di Stato. Il cerimoniale papale veniva concepito come “onore da rendere a Dio attraverso il Rito Sacro”, poiché le funzioni del Papa sono espresse attraverso quelle del cerimoniale.


Fino a pochi decenni fa si definiva Corte Papale l’intero assetto che ruotava intorno alla figura del Pontefice. La curia romana non era definita “corte” ma più propriamente come una realtà religiosa intorno al Papa. Questa realtà religiosa si serve di due articolazioni: cappella papale e famiglia pontificia, che si esprimono attraverso differenti costumi, ruoli e cerimonie.
Cappella papale: termine relativamente nuovo (circa 700 anni) che deriva dal periodo in cui la residenza dei Papi si sposta ad Avignone e del conseguente tentativo di voler riprendere la tradizione romana adattandola al nuovo ambiente.
Si sviluppò un processo di adattamento dagli ordines ai nuovi cerimoniali.


Giovanni Burcardo scrisse una serie di diari che vennero successivamente utilizzati per usi e costumi del cerimoniale papale.
Fino al trasferimento ad Avignone le celebrazioni liturgiche del Santo Padre erano definite “Liturgia Stazionale” (poiché si tenevano all’interno delle Chiese di Roma secondo calendari ben definiti). Con il trasferimento, le liturgie vengono celebrate all’interno di cappelle papali, originariamente destinate a chiudersi una volta che il Papa avesse fatto ritorno a Roma. Tuttavia esse non vennero chiuse ed iniziò così un periodo di coesistenza tra cappelle papali e liturgie stazionali.


Le cappelle papali sono divise in ordinarie (circa 60) e straordinarie.
Il sistema celebrativo ha mantenuto il suo assetto organico fino alla riforma delle cappelle papali: esso era composto da cardinali e dai collegi di prelatura. I Cardinali sono ripartiti secondo tre ordini: Vescovi, Presbiteri e Diaconi. Nel cerimoniale, i Cardinali hanno precedenza rispetto a molte cariche dello Stato in quanto essi rappresentano potenziali “eredi” del Papa.


I ministri sacri della cappella pontificia: vengono indicate celebrazioni ordinarie e straordinarie e dignitari che collaborano alla celebrazione alla presenza del papa o come se fosse presente. Gli ambasciatori partecipano sin dal XIV secolo con il privilegio di reggere le aste del baldacchino papale.


Famiglia pontificia: composta da membri, laici e non, di cui il Papa necessita per la sua vita quotidiana. In particolare: cardinali palatini, prelati palatini, maestri di cerimonia.


L'idea del segretario particolare è moderna. Le persone laiche svolgono oggi esclusivamente funzioni di aiutanti di camera. Attualmente questo ruolo è ricoperto da due prelati di anticamera segreta: Sanchirico e Ruiz. Il sostituto si occupa degli affari correnti e della gestione delle rappresentanze all'estero. I gentiluomini di sua santità hanno funzioni di servizio.
Esiste poi una seconda anticamera pontificia composta da 1) sediari pontifici, che accolgono gli ospiti insiemi agli addetti di anticamera e contraddistinti dal tradizionale collare argenteo e da 2) addetti all’anticamera.


Il servizio di anticamera può essere strutturato in semplice o doppio a seconda del livello di solennità.
Le udienze invece possono essere: udienze di tabella (ordinarie, concesse spesso ai collaboratori secondo tabelle stabilite) o udienze di private (concesse a privati che hanno qualcosa di particolarmente urgente e serio da conferire).
Esistono poi altre due distinzioni particolari: udienze speciali (particolarmente brevi, tenute in piedi all’interno della Sala dell’Anticamera) o di baciamano (ancora più brevi delle precedenti, solitamente per salutare il Papa durante il suo passaggio).

Infine ricordiamo la distinzione tra Visite di Stato ed Udienze di Stato. Le prime sono caratterizzate da elementi di elevata solennità e profondo - l’aspetto religioso della cerimonia viene mantenuto (le visite anche alla tomba di Pietro). Le seconde invece sono meno solenni, non viene incluso nessun elemento religioso e solitamente l’autorità civile viene accompagnata dalla famiglia.


Esistono ancora le Visite dei principi reggenti e degli eredi di ex regnanti e le udienze ai ministri degli affari esteri.
Gli usi per la presentazione delle Lettere Credenziali sono stati recentemente rivisti con un ritorno alla precedente tipologia di cerimoniale, dove non vige più alcuna distinzione tra Ambasciatori (venivano ricevuti nella Sala del Trono) e Ministri Plenipotenziari (venivano ricevuti nella Sala del Tronetto).


In seguito alla revisione, questa distinzione è venuta meno e la cerimonia è totalmente pubblica, alla presenza della delegazione. La cerimonia ha le stesse caratteristiche delle Visite di Stato.


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